Un problema di cui nessuno si occupa

Dice Tomassi che si parla sempre della fame nel mondo, la fame nel mondo, la fame nel mondo. Ma c’ è un altro problema strettamente correlato a questo, di cui mai nessuno si occupa.
– Quale? – ha chiesto Giangovanni, mentre schiumava il latte.
– L’appetito nel mondo.
Secondo Tomassi, se la fame è un problema così tanto diffuso, figuriamoci allora l’appetito. Chissà quanta gente al mondo sente appetito, e non ha uno stuzzichino, uno spuntino, niente che possa fermargli lo stomaco. Se i governi mondiali si occupassero un po’ di più di risolvere questo problema, intervenendo per fermare l’appetito prima che si trasformi in fame, ecco che probabilmente anche il problema della fame mondiale ne uscirebbe ridimensionato.
Bernardo stava leggendo il Corriere dello Sport e a quel punto ha chiuso il giornale e ha cominciato a punzecchiarlo:
– Eccone un altro con la soluzione in tasca. Allora sentiamo, che cosa faresti tu, per risolvere il problema dell’appetito nel mondo? Se tu fossi capo del mondo per un giorno, come faresti?
– Farei più aperitivi. Più aperitivi per tutti. Le nazioni più sviluppate potrebbero inviare aiuti umanitari.
– Lascia perdere le nazioni più sviluppate. Tu, proprio tu, che cosa faresti?
– Vuoi sapere che cosa farei io? Ecco che cosa farei. Per esempio, spedirei nelle regioni africane dove c’è la carestia casse e casse di salatini. Ecco che cosa farei.
Siamo rimasti tutti zitti, si sentiva solo il jingle del videopoker.
– Salatini. Quelli non c’hanno manco l’acqua e tu gli mandi i salatini – ha detto Giangiovanni, svuotando la lavastoviglie.
– Bravo, bravo, fai del benaltrismo. Lasciamo che la gente muoia di appetito – ha detto Tomassi, tutto inacidito. Io comunque mi sono ricordato un detto, che l’appetito vien mangiando. Allora l’ho detto a voce alta. Mi hanno guardato tutti malissimo.

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